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Cronaca nera? No, veleno online!:
in risposta all' editoriale di un
"Direttore responsabile"

Sapete quale è la cosa più importante per un uomo?:  E’ il tempo! Nel momento in cui ho deciso di dare una risposta al dissennato "direttore" , sono consapevole di averlo perso, ma non potevo esimermi da garante della mia coscienza  e onestà civile, e dal non trascurabile grado di parentela per le vittime dell’increscioso editoriale, nel prendere posizione su un improbabile giornalista web. Con mio grande rammarico , ma doverosamente, su quello che un meschino individuo, dal 2002 online, sta perpetrando sul web, meritevole solo,  di aver trasformato il pettegolezzo da bar, il farsi i cazzi degli altri, in sistema d’informazione locale .
Ovvio che sarebbe poco male questo, se si attenesse al riporto naturale dei fatti avvenuti. Il problema è che molto spesso sfasa, passando dalla cronaca al romanzo, con la sfacciataggine di chi  con scarse doti morali, giudica senza averne facoltà, assolvendo o condannando chiunque passi davanti al suo pensiero,  oltraggiandone la reputazione , come in questo ultimo caso,  di una normalissima famiglia della comunità furcese.
Andato avanti fino ad ora, con un unico merito, quello di aver capito come gira il mondo, cavalcando il potere mediatico dello strumento che ha in mano, come un bambino che cavalca la sua scopa.
Un infantilismo a tracce, in una megalomania palesata fin dagli albori del suo sito, come testimonia quel “Direttore responsabile”,  scritta ben visibile, nella prima pagina, che non lascia fugare nessun dubbio sulla sua nomina (visto che era da solo), avvenuta con votazione unanime tra i vari collaboratori della redazione,  che è giusto citare in ordine d’importanza: la sedia, che al momento della votazione si è capovolta, segno ineluttabile che ha votato per lui, la lampada  che non sapendo come farglielo capire si è accesa  e spenta un paio di volte, la tastiera invece è stata l’unica chiarissima, ha scritto il suo nome e cognome sul monitor, e infine il mouse, che gli è saltato addosso per l’acclamazione finale.
Comincia la sua avventura con qualche foto d’epoca, feste patronali e caricature su persone del luogo. Nasce nel frattempo una proficua e duratura amicizia con un medico di pronto soccorso, infatti, da li a poco  si specializza in reportage fotografici del 118 , con cronache di malori, infarti e incidenti stradali vari, in un via vai continuo di foto d’ambulanza. A questo si inseriscono subito dopo, i vari reportage di disservizi di un’amministrazione che ignara di quali possano essere le conseguenze, ignora completamente il suo “genio”, scatenando in lui una immediata voglia  di castigarla  . Il reato contestato? non averlo cagato.  Cosa che succedeva, nondimeno , regolarmente nei suoi  interventi  alle riunioni scolastiche, a cui , un paio di volte, anch’io ho potuto assistere personalmente come genitore, dove la sua ignorante invettiva sulle argomentazioni trattate,  rafforzata da presunzione e sfacciataggine, metteva in imbarazzo tutti i presenti, spiazzando preside e docenti, affannati  a ricercare poi, un fortuito ritorno alla normalità del dibattito, tutto questo tra l’imbarazzo e l’ilarità dei presenti. Ignoranza e ingerenza , sorrette dalla sua caratteristica educazione , anche quella volta nell’ufficio postale, dove impartiva lezioni manageriali ai dipendenti, infastidito per il fare la coda come tutti i normali utenti. E si potrebbe continuare a citarne altri per ore, ma il tempo non è dalla mia.
 Mentre lui col tempo, ne ha fatto un “contratto a tempo indeterminato” , chiamiamolo pure“ozio creativo”,   il passaparola paesano, e la  insita , in ognuno di noi, curiosità di  sapere (molto spesso solo il superfluo),  hanno fatto il resto.
Imbarazzante a dirlo, ma alla fine qualcuno gli ha dato ragione. Paradossalmente, ma non troppo, le stesse persone che all’inizio l’avevano rimproverato  e ignorato, a volte sbeffeggiato ,  oggi lo osannano come persona  corretta,  precisa e obbiettiva. Sono politici, amministratori, preti, dirigenti scolastici, avvocati, sono loro che hanno corretto la curva in cui possono rientrare le persone giuste e meritevoli,   annoverandolo così, come punto di riferimento per chiunque voglia fare giornalismo nel nostro territorio. Perché?
-La verità è di chiunque voglia vederla! Si chiama “dare e avere”. E’ un continuo scambio di favori:
tu diventi il mio fido, mi fai una vetrina, mi fai apparire, mi pubblicizzi,  ed io ti porto sponsor, guadagni e anche premi!- Con il risultato che le notizie seguiranno le “priorità”  dell’accordo tra loro tacitamente pattuito, creando così un sistema d’informazione fazioso e taroccato.
Ho appurato personalmente in passato il teorema di cui sopra,  facendo diversi tentavi , mandando email al "direttore" in questione, per valorizzare e conseguentemente attuare, il mio sogno      (BaiaDeiCapi), che ormai tutti conoscete. Bene, mai una  pubblicazione, mai una risposta da parte sua. E lo sapete perchè? Perché io non sono un politico! Sono un cittadino qualunque, sono il signor nessuno! L’articolo è degno di essere pubblicato soltanto se c’è il politico di turno   interessato, facendolo  apparire (fondamentale questo!) come ideatore del progetto !-

Non scandalizziamoci quindi, se in un comizio elettorale, un candidato a sindaco ha invitato la popolazione a visionare (ha pubblicizzato!), per raccogliere consensi , il “sito” di un privato cittadino, non scandalizziamoci se il “sito” in questione apra dopo, uno spazio per l’amministrazione comunale come se fosse l’organo di stampa ufficiale, neanche se domani  lo diventerà realmente, alla luce del sole!

Ma torniamo al punto:
Coniugi in cerca di vendetta, editoriale del “direttore”. Questo il titolo polisemico che precede l’articolo,  che ci trasporta nel momento stesso che lo leggiamo, con il nostro immaginario, verso quelle scene di delitti di borgata calabrese, descritti nel programma “Blu notte”,  con le varianti a scelta di marito con fucile o di moglie con l’ascia, quanto quel “editoriale del direttore”, anch’esso in salsa calabrese, della serie:- se non mi vanti tu mi vantu ieu! (Alla faccia della modestia!- Ma se gli articoli li scrive tutti lui, che bisogno ha di specificarlo?-).
Per fortuna, ci  rassicuriamo subito dopo leggendo l’articolo, che si tratta soltanto di un suo meschino atto difensivo a favore dell’amministrazione attuale. Sprofondando più in giù con la lettura, non si può non notare l'offesa gratuita  e l’ingiuriosa invettiva sulla famiglia dei malcapitati, decorando il finale, con la minaccia di stare attenti,  perché li tiene in pugno con un eventuale procedimento legale.

Direttore”!, “Giornalista”! L’articolo 21, il più amato da chi ha scelto di fare informazione! Non ti dice niente vero?  Allora cambia mestiere.

Vorrei concludere, anche perchè il dovere mi chiama, e porgere la mia solidarietà, non solo ai “coniugi” citati sopra, ma anche al “pensionato” ,attaccato in un  precedente” editoriale del direttore”,  ai “giornalisti veri”,  a tutti quelli che non hanno “voce”, a chi non tiene i mezzi per difendersi dalle accuse infamanti,   e a tutti coloro che hanno scelto di “essere” anzichè di “avere”!

Consapevole di aver perso solo tempo,
saluti sinceri
Giuseppe Lombardo
www.baiadeicapi.it

Furci Siculo 26/08/08

 

 

 

 


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