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"POLITICA, CAFFE' E FANTASMI"



«Salute professore:
volevo dirle veramente quanto basti poco per essere felici, così come lo è ognuno di noi quando può bersi un caffè preparato con cura. Io per esempio a tutto rinuncerei tranne che a questa tazzina di caffè, presa dopo quella mezz’oretta di sonno pomeridiano; Capirete che dovendo servire me stesso, seguo le vere esperienze e non trascuro niente, ehh…. Il caffè si deve fare buono:
sul becco io ci metto questo “coppitello” (cappuccio) di carta in modo che il fumo denso del primo caffè che scorre, che è poi il più carico non si disperde, Come pure… prima di colare l’acqua, che bisogna farla bollire per tre quattro minuti, per lo meno… nella parte interna bucherellata, bisogna cospargervi mezzo cucchiaino di polvere appena macinata, … in modo che nel momento della colata, l’acqua in pieno calore già si aromatizza per conto suo.

…Come dice Professore …,no…  i fantasmi non esistono, li creiamo noi!» ( da Questi fantasmi- E. De Filippo)
Ci sono, non ci so, o siamo noi che non li vogliamo vedere?
« In realtà, i fantasmi siamo noi, ridotti così dalla società che ci vuole ambigui, ci vuole lacerati, insieme bugiardi e sinceri, generosi e vili» (Eduardo De Filippo).

Proprio così, caro professore, la vita è una grande opera teatrale con attori, prime donne, comparse e spettatori.
I fantasmi li vediamo quotidianamente, si chiamano speculazione, prevaricazione, opportunismo e manie di protagonismo, ma nell’indifferenza apatica che ci contraddistingue non ce ne può fregare di meno,   e viviamo incoscientemente il nostro turno nel  “Truman show” della vita.
Finchè la gente non capira' che l'interesse della collettività, del bene comune è l'interesse del singolo,  e che solo con la partecipazione attiva di ognuno di noi cittadini potremo allontanare questi spettri  materializzati in interessi personalistici, non potremmo mai considerarci veramente liberi e nessun sviluppo potrà prospettarsi su questa nostra meravigliosa costa.

Come l’idea di uno sviluppo qualitativo e sostenibile del territorio che mi ha visto nascere: a “botta o mari”, «...u mari, si, cu ‘ddu’ mmostru i Calabria i facci!» Crescere nelle sue strade e nei suoi vicoli  e dove attualmente ho la fortuna di vivere.  Idea che ho voluto chiamare Baia  dei Capi , perchè è questo quello che vedo scendendo in spiaggia dalla "vinedda du sceccu"  (una via centrale di Furci) , è questo che vedevo scendendo dal "vadduni diMastrugugghiammu" quando stavo ad Alì  Terme, è questo che Lei  professore può vedere portandosi sul bagnasciuga di uno qualsiasi  di questi 6 Paesi della nostra splendida riviera jonica; ma si può chiamare pure in un altro modo.
E la nascita di un “vero” consorzio, per me dovrebbe essere l’inizio di questo cammino di rinascita di tutta Baia dei Capi, una coesione essenziale che dìa forza giuridica ed esecutiva in una condizione di crescita reale, perché da Alì Terme a Sant’Alessio la realtà è sotto gli occhi di tutti uguale , sia in termini urbanistici ed infrastrutture, sia per bisogni e necessità della popolazione in un contesto di sviluppo sostenibile e immediato. Fattibile e  anche più responsabile rispetto ad altre ammucchiate consortili già presenti nel territorio, (formate da realtà territoriali relativamente vicine ma lontane per necessità e identità, congestionate nell’agire da scarse attinenze: eterogeneità urbanistiche e infrastrutture, necessità e bisogni diversi, dalle troppe figure politiche amministrative che lo compongono: gruppi, commissioni, agenzie ecc.. Rischiando, come spesse volte  accade quando la macchina amministrativa è troppo gonfia: la dispersione  di finanziamenti,  o come già accaduto, il rischio di perdere i soldi erogati e non spesi) perché  gli uomini preposti a gestirlo dovranno essere di numero essenziale alle prerogative e agli scopi da raggiungere, perseguendo obiettivi per natura e costituzione delle parti , identici. Proprio come se fosse un’unica città.
Prendiamoci un caffè, viviamo il presente, costruiamo il nostro futuro!

Professore, torno al mio posto, la saluto, e si ricordi…. i fantasmi esistono!

Giuseppe Lombardo
Furci Siculo
30 Marzo 2008



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